Il pH del detergente intimo è l’aspetto più importante da valutare nell’acquisto di questo prodotto per la cura della persona, perché se sbagliato può alterare la percentuale di acidità della zona vaginale.
Questa acidità costituisce la prima barriera di difesa naturale del nostro organismo contro la diffusione e riproduzione di batteri patogeni. È quindi primario l’obiettivo di preservarne il delicato pH per evitare disagi fisici (e psicologici) legati a possibili malattie; inoltre essa varia a seconda dell’età: durante l'età fertile l’acidità del pH vaginale si attesta intorno a 4,5 e come tale va mantenuto.
Per questa ragione il pH del detergente intimo dovrebbe essere tra 3,5 e 5,5. Considerando che la maggior parte dei saponi classici sono leggermente alcalini (pH>7), suggeriamo di utilizzare sempre detergenti e prodotti specifici per l’igiene intima. Oltre a questo è importante nella prevenzione di infezioni e sgradevoli irritazioni lavarsi con cura procedendo dalla vulva verso l’ano e non viceversa per limitare al minimo il rischio che vi sia un passaggio di batteri dentro la vagina o le vie urinarie (una delle cause della cistite).
La scarsa igiene, come al contrario lavaggi troppo frequenti, possono danneggiare in egual misura il vostro benessere intimo, che come avrete capito è legato ad una serie di fattori, tra cui appunto la scelta del giusto pH del detergente intimo da utilizzare per la pulizia quotidiana.
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